Il mostro di Caivano: si sospetta una rete di pedofili

By febbraio 20, 2017blog

caivanoCaivano (Napoli), 29 aprile 2016 – Ci sono voluti due anni di indagini per acciuffare il colpevole della morte della piccola Fortuna Loffredo, la bambina che nel giugno 2014 fu gettata dal balcone di casa dopo essere stata violentata.
Il colpevole, Raimondo Caputo, compagno di una condomine e amica della mamma della piccola Fortuna era già in carcere, accusato di aver abusato sessualmente anche della figlia 12enne della sua compagna, oltre che di un’altra bambina.

La Procura asserisce che la piccola Fortuna sia stata gettata dal Mostro dall’ottavo piano del palazzo perché si rifiutava di subire l’ennesime violenze.
Un palazzo degli orrori, dove le vittime designate sono stati i bambini, di fatti nel nel 2013, fece la stessa fine Antonio Giglio, 3 anni, figlio piccolo della compagna di Caputo, Marianna Fabozzi, anch’esso gettato dal palazzo.
E la stessa Fabozzi è ora ai domiciliari per un’altro filone dell’inchiesta. Nel quartiere è esplosa la rabbia: intorno a mezzogiorno di oggi una bottiglia incendiaria è stata lanciata contro l’ingresso dell’abitazione in cui la donna è ai domiciliari.
La cosa che mette più tristezza e sgomento in questa vicenda  è l’incredibile connivenze dei condomini col presunto pedofilo e assassino: La scarpa destra di Fortuna sarebbe stata occultata da una donna del condominio in cui viveva la piccola; La stessa signora che vive all’ottavo piano e  che negò agli inquirenti di aver visto qualcuno sul pianerottolo poco prima che la bambina cadesse dal palazzo.
Un elemento inquietante che fa pensare a qualcosa di più losco è che  anche la scarpa destra di Antonio, l’altro bambino che fu gettato giù dal palazzo, non fu mai trovata.
Il Procuratore Greco parla proprio di una rete di pedofili ramificata all’interno del Parco Verde di Caivano, dal momento in cui sono iniziate le indagini dopo la morte della bambina, la polizia ha scoperto 4 bambini che avevano probabilmente subito abusi sessuali.
A mio avviso questa è la prova lampante che per i pedofili, non deve è non può esserci alcun tipo di clemenza ma solamente un inasprimento della pena che dovrebbe vertere esclusivamente per l’ergastolo, al fine di non permettere a questi criminali di reiterare il reato, commettendo altri atroci delitti.
Nella mia esperienza di investigatore privato a Roma mi sono occupato più volte di investigazioni legate alla violenza sessuale, alla pedofilia e alla prostituzione minorile.

Ricordo il caso di una donna che viveva in una periferia Romana, abusata dallo zio paterno quando aveva solo 9 anni, la quale temeva che il vecchio zio potesse ripetere le sue malefatte nei confronti proprio figlio minore, approfittando della mancanza del padre, deceduto da qualche anno.
Dopo aver condotto la mia indagine scoprii che quell’uomo aveva in più occasioni abusato del bambino nel garage della propria abitazione.

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